Cose Buone Solarelli > Lo sapevi che > Scopri tutte le curiosità sull’anguria
Se dovessimo associare all’estate un frutto, questo non potrebbe essere altro che l’anguria. Alla fine di un pasto, sotto l’ombrellone, in ufficio… l’anguria è sicuramente l’alleata perfetta della bella stagione.
Ma ci sono tante altre informazioni che rendono il frutto degno di nota: dalle migliaia di varietà coltivate, al Museo del Cocomero in Cina. Pronto a iniziare il viaggio alla scoperta di tutte queste curiosità? Partiamo!
Contrariamente a quanto si pensa, il frutto non ha origini asiatiche. Devi infatti sapere che il l’anguria ha origine in Africa tropicale e le prime testimonianze del suo consumo arrivano addirittura dall’Antico Egitto. Ebbene sì, l’anguria appare già nei geroglifici di cinquemila anni fa!
Dell’anguria si legge anche nella Bibbia, dove viene scritto di come gli Ebrei, una volta nel deserto del Sinai, rimpiangessero notevolmente i cocomeri dell’Egitto.
Ma quando arriva in Europa questo dolce frutto? Pare nel XII sec., probabilmente grazie agli Arabi.
Ti sei mai chiesto perché l’anguria si chiami proprio così? La risposta ti sorprenderà!
Ma prima di svelarti l’origine del nome, è necessaria una precisazione. L’anguria viene chiamata anche cocomero: due termini molto diversi tra loro, ma dallo stesso significato.
Partiamo da quello più antico, anguria, che deriva dal greco “angurion”; segue poi cocomero, che ha origine dal nome latino del frutto, “citrullus vulgaris”. Il significato, come abbiamo accennato, è per entrambi uno solo: cetriolo.
L’anguria, infatti, o cocomero a dir si voglia, fa parte della famiglia delle cucurbitacee. Famiglia che comprende le zucchine, la zucca, il melone, l’anguria e i cetrioli.
Scommettiamo che ci sono un’infinità di cose che ancora non conosci su questo frutto. Per esempio, sapevi che ne esiste una versione cubica? Se la risposta è no, rimarrai stupito da tutte le curiosità sull’anguria che stiamo per raccontarti.
L’anguria, come anche la zucca e il cetriolo, è una peponide. È, cioè, un tipo di bacca; si tratta di un falso frutto caratteristico della famiglia delle cucurbitacee.
Semi e buccia dell’anguria finiscono sempre nel cestino? Oggi imparerai come utilizzare anche questi due ingredienti in cucina, gustosi e ottime fonti di proprietà.
In Asia Meridionale i semi di anguria si possono mangiare e, una volta essiccati, diventano un gustosissimo spuntino. Ma sono ottimi anche appena eliminati dalla polpa!
Dopo i semi, veniamo alla buccia dell’anguria: si può mangiare? Certo, anche se praticamente insapore. Può tuttavia essere impreziosita in tanti modi diversi: provala candita o come ingrediente segreto della tua giardiniera! Se invece cerchi un’idea più tradizionale, prova a realizzare una buonissima marmellata con bucce di anguria. Sentirai che bontà!
Eccoci a un’altra curiosità sull’anguria. Come abbiamo visto all’inizio, contrariamente all’immaginario comune, le angurie non sono originarie di questo paese. E allora che cosa lega così fortemente la Cina alle angurie? Beh, prima di tutto il fatto che il paese è il primo produttore mondiale. Ma ci sono altre due le curiosità che legano il paese all’anguria.
La prima è sicuramente il Museo del Cocomero, una delle principali attrattive di Pechino. Il China Watermelon Museum, aperto nel 2002 su una superficie di ben 4.000 mq, racconta la storia del frutto, le diverse tecniche di coltivazione e tante altre curiosità. Merita sicuramente una visita!
La seconda è una notizia di qualche anno fa riguardante pericolosissimi “cocomeri bomba”. Allora il fenomeno generò parecchio allarmismo. Il motivo? Diversi cocomeri iniziarono a esplodere all’improvviso a causa dell’utilizzo di fertilizzanti sbagliati: questi, in combinazione a forti piogge e notevoli sbalzi termici, favorirono l’insorgere di bolle di gas all’interno delle angurie, che inevitabilmente iniziarono a esplodere.
Hai letto proprio bene. Sicuramente ti sarà capitato sui social qualche video di angurie cubiche, pensando che si trattasse di un banale scherzo. E invece, è tutto vero.
In Giappone, da oltre quarant’anni viene coltivata questa speciale e lussuosa varietà, apprezzata in tutto il paese. Più saporita? Più dolce? Più succosa? No, niente di tutto questo.
L’anguria cubica, coltivata all’interno di apposite gabbie in ferro o vetro, in realtà non matura mai. Questo la rende totalmente insapore, quindi inadatta al consumo quotidiano. E allora perché è così diffusa e apprezzata? Per via del suo aspetto estetico, che la rende perfetta come oggetto ornamentale da mostrare all’interno della propria casa.
Sei abituato alle dimensioni dell’anguria del supermercato? Allora questa notizia ti scioccherà!
Alcune varietà di anguria rientrano tra i frutti più grandi del mondo, e come avviene per molte cose, anche le sue dimensioni rappresentano un buon motivo per un Guinness World Record. Nel 2013, infatti, l’americano Chris Kent ha raggiunto un nuovo traguardo con un’anguria super size di ben 159 kg.
E la seconda in classifica? Ti farà piacere sapere che si tratta di un’anguria italiana, che ha raggiunto il peso di 140 kg!
Cocomero o anguria? Qualcuno lo chiama in un modo, qualcuno in un altro… ma qual è il nome corretto? Non ti preoccupare, puoi usare entrambi (e lo afferma anche l’Accademia della Crusca).
I diversi appellativi del frutto derivano da usanze per lo più regionali: il primo nome, anguria, entra nella nostra lingua attraverso il termine veneziano, che deriva a sua volta dal greco tardo “angóuria”, plurale di “angóurion”, ossia cetriolo. In Toscana, invece, emerge e si diffonde il secondo appellativo, cocomero.
Questa dicotomia secolare sembra avere avuto origine dal nome linneano del frutto: “Cucumis Anguria”, il mix perfetto dei due. Quindi, puoi metterti il cuore in pace: la prossima volta che ti chiederanno se si dice cocomero o anguria, saprai benissimo cosa rispondere.
Come scegliere un’anguria dolce e succosa? Basarsi solo sull’aspetto in questo caso non aiuta, in quanto un’anguria esteticamente perfetta può nascondere una polpa insipida e farinosa.
Eccoti allora qualche trucchetto infallibile per trovare l’anguria più buona di tutte:
Scopriamo ora quali sono i metodi per conservare correttamente un’anguria.
Quando l’anguria è intera può essere conservata tranquillamente fuori frigo, a temperatura ambiente (meglio se lontano da fonti di luce diretta). Una volta tagliata, invece, hai due possibilità:
Ovviamente puoi conservare l’anguria anche attraverso una serie di interessanti ricette, come marmellate o frullati.
Ma la marmellata di anguria come si fa? Ti basta pulire attentamente la polpa dell’anguria, eliminando tutti i semi, e farla cuocere insieme a zucchero e un po’ di succo d’arancia. E invece come fare il frullato di anguria? Semplicissimo! Anche in questo caso pulisci bene la polpa, trasferiscila all’interno di un frullatore insieme a qualche goccia di succo di limone e il gioco è fatto!
Rullo di tamburi… più di 1200!
Descriverle tutte è impossibile. Ricordiamoci solo che le diverse varietà vengono divise in macrocategorie in base alla presenza o meno dei semi, le dimensioni del frutto o il colore della polpa.
Come abbiamo detto, descrivere tutte le varietà di anguria è impossibile. Ma iniziare a differenziarle per colore è già un buon inizio.
In questo caso non c’è molto da dire: essendo la regina indiscussa dell’estate, l’anguria viene raccolta e servita da giugno fino a settembre, ovviamente con qualche differenza a seconda della varietà.
Ma quanto ci mette un’anguria a crescere? Più o meno 120 giorni dalla semina alla raccolta.
Dopo le tante curiosità sull’anguria che abbiamo scoperto, vediamo quali elementi contengono 100 g di anguria fresca!
Macronutrienti
Minerali
Vitamine
Altri composti
Fonte dei valori nutrizionali: https://www.alimentinutrizione.it/sezioni/tabelle-nutrizionali
Dal produttore, il meglio.
Riscopri il sapore, freschezza, profumi, dei frutti della nostra terra. Tante ricette e consigli sul blog cose-buone.it