Tutte le curiosità sulle ciliegie

Difficile non amare le ciliegie, regine indiscusse dell’inizio dell’estate. Il motivo? Beh, come si dice: “Nella botte piccola c’è il vino buono”. E nella piccola dimensione delle ciliegie troviamo tanta dolcezza, freschezza e versatilità.

Ci sono però parecchie curiosità su questo frutto che forse non conosci. Per esempio, sai qual è la sua origine? O la differenza tra le ciliegie e le amarene? Se la risposta è no, non devi fare altro che continuare con la lettura.

Da dove vengono le ciliegie?

Se diciamo “ciliegie” è difficile non immaginare centinaia di alberi in fiore in un tipico paesaggio giapponese: eppure, non è proprio da qui che provengono. Ci troviamo sì nel continente asiatico, ma in una zona diversa, ovvero nell’Asia minore.

Ripercorrendo il viaggio del frutto, vediamo la sua presenza in Egitto a partire dal VII secolo a.C. e in Grecia dal III secolo a.C., come citato da Teofrasto, filosofo e botanico greco. Un secolo dopo vediamo la comparsa del ciliegio anche in Italia, periodo nel quale Varrone (letterato, grammatico, militare e agronomo romano) ne descrive dettagliatamente le procedure di innesto. Ma è solo dal 1500 che abbiamo prove inconfutabili riguardanti la coltivazione della pianta.

Dal viaggio della pianta, passiamo all’etimologia. Il termine ciliegia ha origine dal greco κέρασος (kérasos), termine derivante dalla città di Cerasunte nel Ponto (attuale Turchia) da cui, secondo Plinio il Vecchio, furono importati a Roma nel 72 a.C. i primi alberi di ciliegie da chi ha scoperto le ciliegie, ovvero dall’imperatore Lucullo. E qui, a Roma, il nome del frutto viene tradotto in latino con il termine ceresia, presente anche con la forma modificata cerasia, da cui derivano la maggior parte dei nomi dialettali o di altri paesi europei.

Le cose che non sai sulle ciliegie

Oltre a questa, scommettiamo che ci sono molte altre cose che non conosci ancora sulla ciliegia. Per esempio, perché è considerata il frutto degli innamorati? Oppure sapevi che il frutto ha un proprio Santo Patrono? Beh, non ci resta che scoprire tutte le curiosità sulle ciliegie insieme!

Le ciliegie… il frutto degli innamorati!

Tra i pochi frutti che possono fregiarsi della nomea di frutto degli innamorati, troviamo proprio la ciliegia. Il motivo?

Secondo una leggenda, il ciliegio era una pianta sacra a Venere (Dea dell’Amore), i cui frutti erano capaci di portare fortuna a tutti gli innamorati. Leggenda che vive ancora oggi: in molto zone della Sicilia (un tempo parte della Magna Grecia) tantissime dichiarazioni d’amore vengono ancora fatte sotto i rami dei ciliegi. In questo modo, pare, la relazione avrà una durata eterna. Romantico, no?

Cosa simboleggiano le ciliegie?

Come abbiamo visto poco fa, le ciliegie sono considerate il frutto degli innamorati, e proprio per questo spesso simboleggiano temi analoghi. Con la loro forma tondeggiante e il colore rosso acceso, le ciliegie evocano la sensualità, i baci, le labbra femminili. Ma non è l’unico importante significato del frutto.

Con il Cristianesimo, per esempio, la ciliegia si legò al sacro, sia per il colore rosso, che riconduceva al sangue e alla Passione di Cristo, sia per il nocciolo, che ricordava il legno della Croce di Gesù. Pensa che le ciliegie appaiono anche sulla tavola dell’Ultima Cena, diventando, così, simbolo di nutrimento.

Spostandosi in Oriente, invece, vediamo che il ciliegio assume un significato di beatitudine, di impermanenza della vita. La ciliegia stessa, come frutto, viene associata al samurai pronto al sacrificio.

Infine, la ciliegia è anche simbolo di fertilità. Un’usanza albanese, per esempio, è quella di bruciare rami di ciliegio per fecondare le vigne, nelle notti del 24 e 31 dicembre e del 5 gennaio.

Scommettiamo che questa curiosità sulle ciliegie proprio non la sapevi.

Lo sapevi che i semi sono velenosi?

Proprio come quelli di pesche e mele, anche i semi delle ciliegie sono velenosi. Niente di eccessivamente preoccupante, ma meglio evitare di mangiarne anche solo uno. Da cosa è data questa tossicità? Da una sostanza contenuta nel seme racchiuso all’interno del nocciolo: l’amigdalina. Si tratta di una sostanza chimica che il nostro corpo converte, una volta ingerita, in acido cianidrico, ovvero cianuro.

L’acido cianidrico interferisce con il trasporto di ossigeno, danneggiando potenzialmente organi essenziali come cervello, cuore e polmoni: considera che anche solo 7/9 noccioli di ciliegie possono causare problemi gravi.

Esiste il campionato mondiale dello Sputo del Nocciolo della Ciliegia di Celleno

Hai letto bene. Tra le curiosità che riguardano le ciliegie, questa è una delle più strane. Come ogni anno, in occasione della Festa delle Ciliegie di Celleno (quest’anno alla 36° edizione), si tiene una competizione dedicata allo sputo del nocciolo di ciliegia. Il campione in carica, a oggi, è Mauro Chiavarino: nel 2018 raggiunse i 22,80 metri! La competizione si svolge nello “Sputodromo”, sotto gli occhi vigili di un’apposita commissione.

Anche le ciliegie hanno il proprio Santo Patrono

Questo frutto ha ufficialmente il proprio Santo Patrono: Gerardo dei Tintori. Si tratta del patrono di Monza, che si festeggia il 6 giugno: per l’occasione la città di riempie letteralmente di ciliegie grazie a una sagra dedicata.

Il motivo è da ricercarsi in un miracolo operato dal Santo, richiamato dal rametto di ciliegie con cui viene comunemente rappresentato.

Secondo quanto si racconta, Gerardo dei Tintori si tratteneva spesso in chiesa a pregare fino a tardi. Una sera, per convincere i canonici del Duomo a lasciarlo rimanere oltre l’orario di chiusura, promise loro un cesto di ciliegie; benché fosse pieno inverno, gliele consegnò subito la mattina successiva.

Sai qual è la differenza tra le ciliegie e le amarene?

Difficile risolvere questa curiosità sulle ciliegie se ci si basa unicamente sulla vista: forma, colore e dimensione sono abbastanza simili. Ma la differenza tra ciliegie e amarene si rivela sia dall’albero da cui provengono sia dal gusto.

Sull’origine, è fondamentale specificare che i due frutti nascono da due differenti alberi: le ciliegie sono il frutto del prunus avium, mentre le amarene del prunus cerasus (lo stesso albero anche di visciole e marasche).

Il sapore invece, come probabilmente già saprai, è più dolce se parliamo di ciliegie, più acidulo se parliamo di amarene. Questa caratteristica, ovviamente, determina anche differenti usi in cucina. Le prime, per esempio, sono perfette per torte e biscotti, mentre le seconde sono speciali una volta sciroppate, magari accompagnate da un buon gelato alla crema. Se vuoi scoprire di più guarda le nostre ricette con ciliegie.

Quante ciliegie si possono mangiare al giorno?

Qui vige la solita regola universale: mai esagerare. Tutta la frutta, assunta nelle giuste quantità, porta tanti benefici. Ma cosa succede se mangi troppe ciliegie? Quante puoi mangiarne al giorno?

La dose consigliata è di 200 g al giorno, divisibili anche in due porzioni. Attenzione però a non superare questa quantità: le ciliegie contengono molte fibre e sorbitolo, uno zucchero con notevoli proprietà lassative.

Quante varietà di ciliegie esistono?

Sei abituato ad andare al supermercato e acquistare il primo tipo di ciliegie che vedi? Beh, sappi che ne esistono tantissime varietà. Oggi te ne descriviamo ben 18, così durante la prossima spesa saprai esattamente come orientarti.

  • Ciliegia di Vignola IGP. Coltivata tra Modena e Bologna, questa ciliegia si raccoglie a fine maggio ed è perfetta per ricette dolci
  • Moretta di Vignola IGP. Presidio Slow Food, ha una polpa tenera e un colore tendente al nero. È perfetta per composte e confetture
  • Ciliegia di Marostica. IGP coltivata nella provincia di Vicenza. È molto dolce e particolarmente indicata come salsa da accompagnare a ricette salate
  • Ciliegia dell’Etna DOP. Ciliegia dolce ma non troppo
  • Durone nero dell’Anella. Si tratta di una ciliegia tardiva coltivata nel bolognese. È perfetta per realizzare confetture
  • Bella di Garbagna. Presidio Slow Food della zona di Alessandria. È una ciliegia ideale per le lunghe conservazioni
  • Bella di Pistoia. Ciliegia dalle grandi dimensioni, colore rosso scuro e una polpa dolce e croccante
  • Graffione Bianco. È un’antica cultivar piemontese e rappresenta quasi un’unicità: il colore è giallo pallido e ha un sapore leggermente amaro, perfetto per conservazioni sotto spirito
  • Ciliegia di Lari. Viene coltivata sulle colline pisane. Ha un colore rosso intenso e un sapore molto dolce, perfetto per confetture e glasse
  • Ciliegia arecca. Viene coltivata a Marano (Napoli) e ha un colore rosa pallido
  • Sciazza di Siano. Tipica della zona di Salerno, questa ciliegia ha un colore scuro e brillante, insieme a un gusto molto equilibrato
  • Ciliegia di Castelbianco. Ciliegia coltivata nel savonese. Ottima fresca, ma anche in confettura o sotto spirito
  • Mora di Cazzano. Varietà veneta molto dolce e dal colore scuro
  • Ciliegia duracina di Tarcento. Questa ciliegia è coltivata nella provincia di Udine e si contraddistingue per le sue piccole dimensioni e una polpa succosa. Ottima consumata fresca, ma perfetta anche per la realizzazione di sciroppi o distillati
  • Ferrovia. Questa varietà dal nome strano è tipicamente pugliese e presenta notevoli dimensioni, una polpa bella rossa e un sapore spiccatamente dolce
  • Ciliegia del Monte. Il Monte Somma (Napoli) dona a questa ciliegia un caratteristico colore giallo-rosato
  • Bianca marosticana. Si tratta di un’antica cultivar trentina. Ha un colore giallo-rosato e un gusto dolce-acidulo
  • Malizia. Varietà di ciliegia campana dal colore rosso rubino e dal sapore leggermente acidulo. È perfetta utilizzata nelle torte

Qual è la stagionalità delle ciliegie?

La risposta ovviamente dipende da quale varietà prendiamo in considerazione.

Ma per sapere qual è il periodo delle ciliegie, basta fare una media: la stagione tipica del frutto va da fine maggio a fine luglio.

Valori nutrizionali delle ciliegie

Dopo aver scoperto tutte le curiosità sulle ciliegie, non ci resta che addentrarci nei valori nutrizionali del frutto, prendendo a riferimento 100 g di ciliegie fresche.

Macronutrienti

  • Acqua (g) – 86.2
  • Energia (kcal) – 48
  • Energia (kJ) – 201
  • Proteine (g) – 0.8
  • Lipidi (g) – 0.1
  • Colesterolo (mg) – 0
  • Carboidrati disponibili (g) – 11.0
  • Amido (g) – 0
  • Zuccheri solubili (g) – 11.0
  • Alcol (g) – 0
  • Fibra totale (g) – 1.3
  • Fibra solubile (g) – 0.49
  • Fibra insolubile (g) – 0.8

Minerali

  • Sodio (mg) – 3
  • Potassio (mg) – 229
  • Calcio (mg) – 30
  • Fosforo (mg) – 18
  • Ferro (mg) – 0.6

Vitamine

  • Tiamina (mg) – 0.03
  • Riboflavina (mg) – 0.03
  • Niacina (mg) – 0.50
  • Vitamina C (mg) – 11
  • Folati (μg) – 7
  • Vitamina A retinolo equivalente (μg) – 19
  • Vitamina E (mg) – 0

Altri composti

  • Acido fitico (g) – 0

Fonte dei valori nutrizionali: https://www.alimentinutrizione.it/sezioni/tabelle-nutrizionali

Le ciliegie in cucina

Ed eccoci arrivati al momento più amato: quello in cui scopriamo come utilizzare le ciliegie in cucina!

Inutile dirlo, il modo migliore è consumarle frescheIn questo caso, prova ad aggiungerle al tuo yogurt oppure per realizzare qualche succo.

Se invece ti piace sperimentare in cucina, le ciliegie sono ottime per la realizzazione di marmellate, confetture, torte o dolci al cucchiaio. Oppure, prova a preparare una salsa di ciliegie per accompagnare le tue ricette salate.

Non vedi l’ora di metterti all’opera? Ecco qualche ricetta a base di ciliegie che potrebbe fare al caso tuo:

Fonti e note

  1. https://www.alimentinutrizione.it/sezioni/tabelle-nutrizionali
  2. https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/frutta/ciliegie/
  3. Il contenuto presente in questo articolo è solo a scopo informativo. In nessun caso le informazioni riportate hanno lo scopo di sostituire diagnosi, trattamenti o raccomandazioni di un professionista.
  4. Le informazioni riportate in questo articolo sono da considerarsi nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.

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